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Circolo "Luce del Sud" Bari Blog

22/12/2007 Hotel Sheraton: La Presidente Michela Vittoria Brambilla a Bari

Ieri alle ore 10,00 presso lo Sheraton Nicolaus Hotel a Bari si è tenuto l'incontro organizzato dall' On. Marcello Vernola sul tema: "Il popolo della libertà e i valori del partito popolare europeo", ospite dell' incontro era Michela Vittoria Brambilla Presidente Nazionale dei circoli della Libertà.

C'è stato un bagno di folla per Michela Vittoria Brambilla a Bari per presentare l’organigramma pugliese del movimento. Con seimila Circoli sparsi in tutta Italia, la ‘Testarossa’ della squadra del Cavalier Berlusconi ha cominciato un tour lungo lo stivale per raccogliere adesioni e consensi. E non pochi baresi hanno risposto. Oltre ad essere accolta nella cornice di un lussuoso albergo di Poggiofranco, dall’eurodeputato e componente dell’esecutivo nazionale dei Circoli, Marcello Vernola, il coordinatore pugliese di Alleanza nazionale, Adriana Poli Bortone, e il consigliere regionale ed esponente del movimento, Ignazio Zullo. Grande la complicità tra le due donne e le attestazioni di stima (“Nutro grande stima per Adriana Poli Bortone, che ha dato un contributo grandissimo alla politica italiana”), a significare la vicinanza politica delle compagini ma a rimarcare il ‘no’ alla fusione. “I Circoli della Libertà sono nati esattamente un anno fa e sono la costola fondante del Popolo delle Libertà di Berlusconi”, ha spiegato la Brambilla. “E’ da un anno che diamo voce ai cittadini, al nostro interno si sono già riuniti tutti quegli elettori del centro-destra che vogliono e sentono nel loro cuore la necessità dell’unità sotto un grande simbolo”. In Puglia i circoli sono cinquecento, “tantissimi, la cui base associativa è costituita da giovani, donne, operatori, professionisti, cioè da tutto quel corpo sociale di cui la politica ha bisogno. E tutti loro saranno importanti per l’apporto che daranno alla politica tradizionale”. E’ racchiusa in quest’ultima frase la risposta alle polemiche sollevate ieri dal responsabile del Circolo di Taranto, Adamo Gentile. “Il progetto iniziale - aveva detto – era quella di coinvolgere la società civile e non riciclare politici. Invece ci ritroviamo con dei vertici che non solo non sono mai stati scelti dalla base, ma che hanno preso in mano le redini del nostro movimento, emarginando i protagonisti della prima ora”. D’accordo con lui, i “Giovani della Libertà”, responsabili di 80 dei 500 Circoli pugliesi. Ma la Brambilla ha proseguito: “Nei Circoli, le persone con un qualche ruolo politico minimo non sono più del 15% perché la nostra associazione ha criteri di meritocrazia: le elezioni di marzo che ufficializzeranno il movimento saranno democratiche e ogni presidente avrà voto in base agli iscritti. All’interno fermerò chi vorrà prendere spazio per interessi personali”. A una domanda di una giornalista sulle strategie di sviluppo del Mezzogiorno, la Brambilla ha risposto: “Vogliamo portare avanti un sistema politico e una gestione dello Stato in cui la Politica per il Mezzogiorno non sia qualcosa di astratto ma la realtà, perché il Mezzogiorno è una grande potenzialità che va sostenuta con grande trasparenza”. Poi, la presentazione del comitato esecutivo che traghetterà gli elettori fino alle elezioni che avverranno, ha detto il presidente dei Circoli, “solo quando tutti i Comuni saranno rappresentati”. C’erano il segretario regionale Aldo Carabellese, il suo vice Andrea Talarico, il vice-presidente nazionale Nicolucci e, per la provincia di Bari, il presidente Leo Mastrogiacomo.
(Da: http://www.barilive.it/)

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1 e 2 Dicembre 2007- Gazebo sul voto al Partito della Libertà A Bari


Dalle ore 10,00 di domani 1 Dicembre 2007 sarà presente a Bari per due giorni tra Via Calefati e Via Putignani il Gazebo del Circolo "Luce del Sud" organizzato in occasione della giornata sul voto per la scelta del nome al neonato Partito della Libertà.

La raccolta firme riguarderà la partecipazione della gente alla scelta del nome del nuovo partito di centrodestra. Si voterà per nominare il partito "Il Popolo della Libertà" o "Il Partito della Libertà". A tutti i simpatizzanti, sostenitori del popolo della libertà e ai soci del Circolo "Luce del Sud" chiediamo di non far mancare la vostra presenza e il vostro sostegno.
Vi aspettiamo numerosi!


La Presidente: Dott.ssa Rosa Maria Banfi



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24-25 novembre 2007. Giornata per la difesa di Via Sparano.


Circolo della Libertà "Luce del Sud" Bari - IX Circoscrizione Murat-S.Nicola


Sostenuti dalla Circoscirzione Bari-Murat, Pres. Avv. Mario Ferorelli, abbiamo organizzato la raccolta firme per il NO al progetto del Comune ai lavori per la riqualificazione di Via Sparano. Nelle due giornate sono state raccolte più di 1100 firme e l'affluenza è stata numerosissima. In una Via Sparano gremita di gente abbiamo raccolto i malumori della popolazione barese che dice NO al progetto di "devastazione" della storica Via Sparano. La raccolta firme continuerà prossimamente nelle giornate del 1° e del 2 di dicembre nello stesso luogo e agli stessi orari di queste giornate passate. Non fate mancare il vostro sostegno! Vi aspettiamo numerosi!!


Diciamo No al progetto del Comune!


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IL POPOLO DELLA LIBERTA'

Sono una donna più vicina ai sessanta che ai cinquanta, che non ha mai partecipato alla vita politica, ma che ormai stanca delle diatribe e delle beghe dei partiti, ha rotto gli indugi ed essendosi presentata l’opportunità dei Circoli della Libertà, insieme ad altre nove persone ha costituito un circolo. Non pensate che questo sia stato facile, poiché gli interpellati erano incerti, indecisi, e spaventati a dover palesare quelli che erano i loro intenti e le loro aspirazioni – e tralasciano le illusioni, le delusioni che ci hanno dato persone che a parole erano pronte a tutto ma che poi al momento di impegnarsi si sono tirate indietro. Non pensiamo ai dieci mesi passati, che sono stati per noi pivellini molto costruttivi poiché hanno fatto di noi un gruppo coeso, ma a quanto di incredibile, impensabile, ineluttabile è accaduto il 16-17-18 novembre. Noi dei Circoli abbiamo aperto banchetti in tutta Italia per sostenere la raccolta firme contro il governo Prodi e dai risultati: 8 milioni di persone che hanno firmato ai gazebo di Forza Italia + 2 milioni ai banchetti dei Circoli, non possono di certo passare inosservati né sottaciuti dai palazzi del potere e dai ministri del governo Prodi, che continuano ad affermare che non ci sono problemi e che tutto è sotto controllo. Vorrei raccontare come, mentre ancora allestivamo il nostro punto di raccolta firme, le persone si fermassero per chiedere spiegazioni ed attendessero il loro turno per apporre la firma, è molto piaciuta questa condivisione di responsabilità nel criticare l’operato del governo Prodi, questo appello alla partecipazione. Da questo si potrà trarre un grande insegnamento, le persone se informate e motivate partecipano alla gestione della respublica; ciò mi ha fatto riflettere che il poco successo, che sempre hanno avuto i referendum in Italia, contrariamente a quello che accade negli altri paesi europei, è dovuto ad ignoranza, mancanza di sollecitazioni e conoscenza degli obiettivi. Noi dei Circoli abbiamo inoltre presentato un questionario sulla sicurezza, quelle che dovrebbero essere le misure da prendere per far sentire il cittadino più sicuro e tutelato dalle istituzioni. La cosa straordinaria di questo evento, tenuto salvo il risultato strabiliante, è stata questa marea montante di persone, di ogni età, condizione, cultura, giovani, anziani, inter pares, che venivano consapevoli e convinti di partecipare ad un evento grandioso e grandiosa è stata la nascita di questo nuovo partito «Un partito aperto, che è contro i parrucconi della vecchia politica. Invito tutti ad entrare senza remore e a venire con noi, perché è quello che la gente vuole», così ha detto, domenica in piazza S. Babila, Silvio Berlusconi e non si può certo dire che non sia un uomo ospitale, accoglierà tutti: i transfughi, i suoi fedeli collaboratori ma soprattutto la gente nuova con idee nuove al di fuori dai vecchi schematismi.
IL PARTITO DEL POPOLO DELLA LIBERTÀ è un enorme open space da progettare ed edificare per un’Italia nuova che noi tutti siamo chiamati a costruire.
(p.s. tenetevi pronti per una nuova “sorpresa” del cavaliere, in programma per il 2 dicembre…)


di Rossella Rampichini



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Concluse le tre giornate sulla siurezza

Si sono conclusi nel miglior modo possibile i tre giorni organizzati dal Circolo della Libertà nelle piazze italiane sulla "Sicurezza".
Il Circolo "Luce del Sud" è stato presente in tutte e tre le giornate in P.zza Umberto ad angolo con Via Sparano. Sono state raccolte una notevole quantità di adesioni dai simpatizzanti e l' affluenza è stata numerosissima ed inaspettata. L'esito della raccolta firme è stata molto positiva e questa giornata è stata anche motivo di avvicinamento della gente non ancora informata al Circolo della Libertà. Ci auguriamo che occasioni simili si verifichino piu' spesso e che la gente si interessi il piu' possibile al fenomeno "Circolo della Libertà". Cogliamo l'occasione per ringraziare e salutare tutti coloro che si sono avvicinati volontariamente o involontariamente al Gazebo di "Luce del Sud".


Alla prossima!!


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PRIMARIE SULLA SICUREZZA

Dal 16 novembre ci saranno in tutti i Circoli della Libertà le PRIMARIE SULLA SICUREZZA.



Vota per la tua sicurezza!

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INCONTRO INFORMATIVO GIOVEDI' 15 NOVEMBRE

Giovedì 15 novembre alle ore 18,00 in via Bari N° 393 (prosecuzione di via Fanelli), presso la Sala Boccia si terrà un incontro informativo del Circolo "Luce del Sud" per mettere al corrente chi ci segue o ha voglia di seguirci delle nuove iniziative che stiamo sviluppando per il territorio e che ci proponiamo di portare a termine.Vi aspettiamo numerosi e motivati. Ci auguriamo che questa occasione sia proficua per uno scambio di opinioni.


La Presidente: Dott.ssa Rosa Maria Banfi



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Lettera aperta a Vincenzo Divella

Illustrissimo Presidente,
chi scrive, nella sua assoluta irrilevanza, fu molto critico nei confronti della sua virata a sinistra, successiva peraltro ad una sorta di pubblica profferta al miglior offerente alla quale forse la CDL fece il grave errore- con la mia altrettanto irrilevante complicità- di non corrispondere in alcun modo, che ha fatto di lei il vero valore aggiunto delle elezioni baresi e pugliesi del 2004 e del 2005, anche se in essa si poteva in qualche misura apprezzare, insieme ad un pizzico di cinismo aristocratico e di irrefrenabile vocazione al protagonismo, anche un certo spirito di servizio che avevamo tutti avuto modo di verificare alla guida di Confindustria prima e della Camera di Commercio di Bari poi.
Non feci mancare, dai miei modestissimi pòdi mediatici, la mia irriverente polemica nei confronti dei suoi innamoramenti intellettuali, che la portarono financo ad umiliare le sue orecchie con un ridicolo orpello indegno di loro, e che comunque fecero di lei, con la sua storia personale e familiare, un decisivo garante per un comunista che si proponeva alla guida di una Regione di destra, oltre che un formidabile e determinante supporter elettorale diretto, e forse anche non solo elettorale.
Da allora però ho seguito con crescente solidarietà le sue altrettanti crescenti sofferenze in una coalizione che pur le doveva praticamente tutto.
L’ho vista subire una serie ininterrotta di affronti sguaiati e talora anche gratuiti da parte del suo compagno di battaglia e di vittoria del 2004, probabilmente consapevole che il designato vero alla guida di Bari era lei, prima che un’”onda” mai tanto anomala e devastante creasse le condizioni per la più inetta e distruttiva delle amministrazioni che la nostra Città abbia avuto.
L’ho sentita inutilmente esporsi a favore di provvedimenti di assoluto buonsenso, come la prosecuzione dei programmi pregressi in materia di completamento della colmata di Marisabella, di ricostruzione e riattivazione del Petruzzelli, di Cittadella della Giustizia, subissato dalla furia iconoclasta di un ideologismo oscurantista che è il contrario esatto della sua cultura industriale, incentrata sul fare, sul consentire, sull’innovare.
L’ho vista umiliare sistematicamente, anche dal suo beneficiato principale, alias il poeta con l’orecchino, ogni volta che si permetteva di chiedere il rispetto di qualche impegno o formulare una qualsiasi proposta, fosse anche una candidatura locale per la guida del Porto di Bari, e- con la complicità del sullodato- dal suo screanzatissimo dirimpettaio del Municipio, che si è spinto fino a profittare delle sue vacanze per insediarsi in prima persona alla presidenza del Consorzio ex-Asi, con buona pace della “società civile” a partire dai ceti produttivi che in lei si erano riconosciuti all’atto della svolta politica di cui sopra.
L’ho vista malinconicamente solo in un Consiglio Provinciale sistematicamente disertato dalla sua maggioranza anche dopo i suoi più accorati appelli.
L’ho vista praticamente ignorata, nonostante qualche salamelecco iniziale, nel processo costitutivo del “Partito democratico” pugliese, affidato al suo peggior nemico con uno schiaffo diretto sul Suo accogliente faccione.
L’ho vista, infine, financo sbugiardata da quei mentecatti dei mastelliani, che Le hanno preferito gli interessi personali di uno storico portaborse, ed ai quali pure Lei –con una forse anche velleitaria “Cosa bianca”, aveva comunque preparato una prospettiva politica succulenta, che ne avrebbe fatto dei protagonisti invece che dei questuanti gregari, offrendo ad essa il prestigio decisivo del Suo nome.
Adesso vedo che si è di nuovo offerto al rutilante partitone che La ha di fatto respinta soltanto qualche settimana fa, forse nell’illusione che la promessa che le fu fatta quando scese in campo, e che non era stata onorata nel momento più propizio, possa esserlo oggi, con una enorme, ringalluzzatissima nomenclatura già in coda per onori e prebende.
E se invece- mi permetta, signor Presidente- Ella prendesse finalmente atto, recuperando il suo pragmatismo imprenditoriale, che da quella parte sostanzialmente non La vogliono per la semplice ragione che Lei, con il comunismo più o meno mascherato o orecchinato, non c’azzecca proprio nulla, anche perché per lorsignori, portatori cronici di partitocrazia, la “società civile” è buona quando si vota, ma deve avere la bontà di farsi da parte subito dopo?
Lo sa che, al di fuori dei confini sempre più chiusi ristretti e maleodoranti dell’”Unione”, c’è un’altra Italia, un’altra Puglia, un’altra Bari, che interpretano- anche se potrebbe certamente farlo meglio, magari anche con il suo aiuto- quella cultura dello sviluppo in cui Lei si riconosce e che invano ha tentato di veicolare laddove non era strutturalmente veicolabile, che si battono da sempre a viso aperto contro i Suoi sfruttatori, e che sono tornatr ad essere maggioritaria, in Puglia ed a Bari fin dalle scorse, elezioni politiche, nelle quali i suoi voti sarebbero addirittura determinanti per evitare all’intero Paese la disgrazia del Governo Prodi-Visco-Pecoraro Scanio?
Perché, dalla prigione non proprio dorata che le hanno stretto intorno, non alza gli occhi, signor Presidente, magari verso gli orizzonti limpidi ed aperti della Libertà, verso una Casa che è naturalmente anche la sua?



di Tommaso Francavilla


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Il "Gazebo della Libertà" a Bari

Sabato 27 e Domenica 28 ottobre in P.zza Umberto
ad angolo tra Via Sparano e Via Nicolai sarà presente a Bari il "Gazebo della Libertà" del Circolo "Luce del Sud" e del Circolo "La Svolta" allestito per le giornate organizzate sul problema della "Sicurezza". Gli orari per tutti coloro che vorranno visitare il Gazebo sono per Sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 20,00, per Domenica dalle ore 10,00 alle 13,00.

Vi aspettiamo numerosi!!


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Roma, 6 ottobre 2007 1° Meeting nazionale del Circolo della Libertà

Finalmente si è celebrata la festa !! Era lì la festa!!
La giornata romana si è conclusa nel miglior modo possibile.

Il pullman del Circolo "Luce del sud" è arrivato in tempo, come da previsioni, alla nuova fiera di Roma dove i soci baresi hanno incontrato i colleghi dei circoli di tutt'Italia. Sono stati gettati ponti e creati gemellaggi per nuove collaborazioni a livello nazionale. La manifestazione è incominciata con il discorso introduttivo dei due Presidenti, Silvio Berlusconi e Michela Vittoria Brambilla. Sono stati invitati poi sul palco dell'enorme capannone della Fiera i Presidenti dei singoli Circoli di tutt'Italia che hanno preso la parola sui singoli problemi dei loro territori. Infine dopo un prolungato discorso della nostra Presidente Brambilla, ha chiuso la manifestazione il lungo discorso del Presidente Silvio Berlusconi. Hanno partecipato alla festa più di 15000 persone che hanno preso posto e assistito al meeting, non tutti a sedere, molti addirittura fuori dal padiglione. L'accoglienza da parte dell'organizzazione e la coreografia sono state eccezzionali, il clima era di grande spettacolo. Erano presenti le telecamere della Tv della Libertà che hanno intervistato quasi tutti i Presidenti e i soci dei circoli della libertà. Il collegamento televisivo è stato aperto con l'intervista completa alla nostra Presidente Dott.ssa Rosa Maria Banfi, che è inoltre intervenuta più volte nel corso dei vari collegamenti. Il nostro auspicio è quello che ci siano più spesso questo tipo di coinvolgimenti infatti l'utilità di queste manifestazioni è quella di riuscire a mettere in contatto tutte le varie realtà nazionali e darci la possibilità di poter far sentire ancora meglio la nostra voce. Ringraziamo la nostra Presidente Michela Vittoria Brambilla e...

Ad maiora!!


di Nicola Sciortino





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Regione Puglia: Persi fondi CIPE

La Regione Puglia ha perso 57 milioni di euro sulla delibera Cipe 17/2003 a causa della incapacità della giunta regionale di impegnare le risorse entro le date previste dalla Delibera. La Giunta regionale infatti, pur essendo a conoscenza delle scadenze fin dal primo momento del suo insediamento, non ha neanche chiesto una proroga al Governo o al Cipe per cercare di salvare quei finanziamenti. Il Cipe quindi non ha potuto far altro che applicare il meccanismo delle sanzioni previsto per le Regioni inadempienti e togliere alla Puglia i fondi che erano destinati a finanziare interventi per beni culturali, difesa
del suolo, ricerca, sicurezza, società dell’informazione, trasporti, ambiente.
Lo ha confermato il viceministro allo Svilippo economico con delega al Mezzogiorno
Sergio D’Antoni, rispondendo in aula alla Camera ad una interpellanza presentata da circa
40 deputati di Forza Italia tra cui Raffaele Fitto.


di Eleonora De Giorgi



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Via Sparano oggi e domani

Da più di un anno se ne parlava.
Ecco che quindici giorni fa il progetto "Bari crossing" presentato dall'architetto Guendalina Salimei, è stato prescelto (in gara 61progetti) per cambiare l'aspetto di via Sparano. Non usiamo la parola look, perchè qui a quanto si capisce si tratta di una vera e propria rivoluzione: si vogliono togliere le palme, simbolo della pace e della nostra mediterraneità, per riposizionarle (si dice) a piazza Umberto, che potrebbe divenire a questo punto una vera giungla, dando così ancor più possibilità di insediarsi a persone e cose senza fissa dimora.
Cosa dire di quei sedili, che permettevano di riposarsi e scambiare due parole con il vicino? Questi attimi di aggregazione e socializzazione erano quanto mai cari e preziosi in una città che non ha mai avuto, fino a pochi anni fa, spazi verdi e rilassanti.
Questo nuovo assetto di via Sparano cosa ci porterà?
I 3.2 milioni di euro preventivati non potevano essere spesi diversamente?
Cambiando via Sparano, cosa si aspettano i politici e i commercianti, che i cittadini e i pochi turisti, come per incanto, si ritrovino le tasche piene, per spendere e spandere, bisogna dire basta a queste megalomanie. Nelle famiglie prima di imbarcarsi in spese coreografiche si pensa ai beni primari, questo è quanto dovrebbe fare la pubblica amministrazione. Bisogna pensare alle cose utili e reali, non a sogni da ras di provincia.



di Rossella Rampichini


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Informazioni trasferta romana, 6 ottobre 2007

" ROMA - Sarà la prima manifestazione pubblica nazionale dei Circoli della Libertà.
Il 6 ottobre, alla Nuova Fiera di Roma, si terrà il meeting nazionale dei Circoli di tutta Italia. Protagonisti dell'evento saranno le varie realtà nate in questi mesi su tutto il territorio nazionale: prenderanno la parola alcuni rappresentanti dei Circoli provenienti da diverse aree geografiche. Insieme a Michela Vittoria Brambilla, Silvio Berlusconi concluderà i lavori. Un momento di confronto importante per riflettere sul programma portato avanti in questi mesi dall'Associazione Nazionale e sulle strade da percorrere per il futuro. I Circoli della Libertà sono oggi un grande e strutturato movimento di persone e di idee che opera con impegno sul territorio. L'appuntamento per i partecipanti è alle ore 15.30 al padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, ingresso Nord (Via Angelo Vescovali, 375). Chi desiderasse informazioni sul meeting dei Circoli della Libertà può contattare la sede nazionale, numero verde 800-949411."
PER ARRIVARE ISTRUZIONI UTILI PER CHI VIAGGIA IN AEREO, TRENO,AUTO O BUS Come raggiungere la Fiera Al meeting dei Circoli della Libertà sono attese migliaia di persone. Ecco alcune informazioni pratiche per facilitare il raggiungimento della Nuova Fiera di Roma. IN AUTO dal GRA (Grande Raccordo Anulare) uscita 30 in direzioneFiumicino e poi seguire le indicazioni segnaletiche per la Nuova Fiera di Roma. IN TRENO dalle Stazioni Tuscolana, Tiburtina, Ostiense, collegate alle Linee A e B della Metropolitana, prendere la Linea Fr1 direzione Fiumicino e scendere alla Fermata Nuova Fiera di Roma. IN AEREO per chi arriva in aereo dall'aeroporto di Fiumicino (che dista circa 5 chilometri dalla nuova Fiera) ci sono tre possibilità: auto (noleggio), treno o bus. Chi usa l'auto, deve prendere l'autostrada per Roma Centro, dopo circa 5 Km si trova sulla destra l'uscita segnalata per Nuova Fiera di Roma e, con un'inversione di marcia che riconduce sulla complanare da Roma, si entra direttamente su Via Eiffel. In alternativa, si può prendere la strada verso Fiumicino. All'uscita Fiumicino-Nord bisogna imboccare la via Portuense in direzione Roma. Arrivati all'altezza di via Portuense 1555, si gira su Via Eiffel.Chi da Fiumicino opta per il treno, può prendere la linea Fr1 (Fiumicino-Settebagni), direzione Roma, e scendere alla fermata Nuova Fiera di Roma. Chi infine scegliesse l'autobus, sempre dall'aeroporto, sappia che durante le manifestazioni fieristiche, si può raggiungere il nuovo polo tramite il collegamento bus Co.tral con partenze da Roma Fiumicino e Roma Magliana. (Circolo della Libertà)

La partenza per Roma è prevista, per tutti coloro che si sono prenotati presso il nostro Circolo, per sabato 6 ottobre alle ore 07.00. Il pullman della ditta Ceglie partirà dallo spiazzo antistante il Teatro Petruzzelli in C.so Cavour a Bari. I soci e i simpatizzanti sono pregati di presentarsi in tempo per la partenza onde evitare spiacevoli inconvenienti.


il Presidente
Dott.ssa Rosa Maria Banfi




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La Presidente Rosamaria Banfi al Gazebo della Libertà

Ecco il video dell'intervento del 26 settembre 2007 della nostra Presidente Dott.ssa Rosa Maria Banfi al Gazebo della Libertà a Bari.
La Presidente,ospitata dai nostri colleghi del Circolo "Bari Futura", ha affrontato in diretta televisiva con gli studi della Tv della Libertà di Roma il problema della sicurezza nella nostra città e del nostro paese.

Guarda il Video!


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La Scuola: idee per una scuola migliore...

Si, la scuola, siamo nel 2007 o nel 1900..
Stiamo ritornando indietro...!
Sapremo rispondere ai nostri figli, quando ci chiederanno: "Mamma, perché la scuola sta cambiando e io devo cambiare con lei ! A cosa devo credere a quello che mi verrà insegnato o alle nuove regole che secondo lei sono giuste e alle violenze psicologiche che dovrò affrontare....."Io sono un ragazzo o un bambino normale vissuto in un contesto familiare buono e agiato, io un ragazzo o bambino che purtroppo non ha la sua fortuna, come vivremo questa nuova esperienza!!!!!!!!!! Sarò confuso molto confuso e mi chiederò : La scuola a cosa serve, cosa deve insegnare? Oggi come oggi ce lo chiediamo tutti. E' compito della scuola dettare nuove leggi sulla pelle dei nostri figli qualsiasi età loro abbiano? Non è piuttosto compito della scuola, diciamo, indipendentemente dai programmi, pensare alla formazione dell'individuo, dell'uomo, del cittadino di domani nella sua interezza con basi morali solide fondate su principi etici, diciamo universali, per andare incontro ai grandi cambiamenti della nostra società, in cui sono presenti , ormai, varie culture.


di Rossella Eboli


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Meeting nazionale a Roma, 6 Ottobre 2007

Il 6 Ottobre alle ore 15,30 presso la Nuova Fiera
di Roma (padiglione 8) si terrà il meeting nazionale del Circolo della Libertà con la partecipazione del Presidente Silvio Berlusconi.
Prenderanno inoltre la parola su problematiche del proprio territorio i Presidenti dei singoli Circoli di tutta l'Italia. Questo evento sarà la prima importante manifestazione pubblica del Circolo della Libertà al quale bisognerebbe partecipare contribuendo con il massimo sforzo di presenze; il più numerosi possibile tra soci e simpatizzanti. Partiranno da Bari, per questa occasione, pullman gratuiti messi a disposizione dalla sede centrale ai singoli Circoli che effettueranno la trasferta di andata e ritorno nella giornata. Tutti coloro che intenderanno prendere parte alla manifestazione sono pregati di contattare i numeri telefonici del nostro Circolo per prenotarsi alla partenza.

Siamo tanti e tanti dobbiamo essere anche quel giorno!


il Presidente
Dott.ssa Rosa Maria Banfi




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Contatti: 080/5233161-347/5472755 info@circololucedelsud.it


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Webcam della Tv della Libertà a Bari

Da oggi 24 settembre e per due giorni ancora
sarà presente a Bari in Via Sparano (P.zza San Ferdinando) la webcam della Tv della Libertà ospitata dai nostri colleghi del Circolo "Bari Futura". Dalle ore 14.00 e per due ore tutti coloro che lo vorranno potranno chiedere il microfono per esporre e manifestare in diretta qualsiasi pensiero sui problemi di maggiore interesse che affliggono la nostra società. Il nostro Circolo sarà presente per il collegamento televisivo mercoledì 26 intorno alle ore 15.00 con la nostra Presidente Dott.ssa Rosamaria Banfi che parlerà sul problema della sicurezza nel nostro Paese.

Vi aspettiamo numerosi!!


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Sicurezza/insicurezza,giustizia/...

Uno dei problemi più sentiti al giorno d'oggi è quello della sicurezza, anzi della
mancanza di sicurezza, nelle nostre città. Prima di addentrarci nell'esame di questo problema, cerchiamo di fare un po' di chiarezza, onde non dar luogo ad equivoci. Per rendere più chiaro e comprensibile (a chi abbia voglia di comprendere e non di polemizzare) il nostro discorso, sarebbe necessario sviscerare il problema realmente ab ovo, considerando che, se esiste un "problema sicurezza" ciò accade perchè esiste fra di noi la malvagità. Di certo non potremo in questa sede affrontare un tale problema teologico, per cui ci limiteremo a brevi cenni su come, dal punto di vista filosofico e della prassi politica, il problema sia stato affrontato a seconda dei diversi orientamenti. (Ma i lettori più attenti potranno facilmente scorgere sullo sfondo di quanto diremo, i Principi teologici - ovvero le eresie - da cui, come sempre, tutto procede). Se fino alla rivoluzione francese del 1789, era ben chiaro a tutti che la natura umana è ferita e contaminata dal male, la visione illuministico-giacobina - che, come un pernicioso virus ha infettato la Francia dapprima, poi l'Europa, ed infine la gran parte del mondo - ha utopizzato che l'uomo fosse "buono per natura" e che fosse la società a corromperlo (quasi che la società non sia composta essa stessa da uomini). Questa visione empia (non si potrà non notare come essa derivi dalla negazione di uno dei dogmi fondamentali della Fede: il Peccato Originale), fu portata alle estreme conseguenze dal marxismo (naturale conseguenza logica di illuminismo e giacobinismo), che vedeva il criminale come "vittima della società capitalista" ed arrivò a teorizzare che "tutto il mondo è colpevole tranne il criminale" (che sarebbe stato - lui, "buono per natura" - indotto a delinquere dalla società e ne sarebbe, dunque, la vittima). Le società tradizionali hanno sempre riconosciuto, constatandola con un sano realismo, la natura malvagia ed egoistica dell'uomo e sempre hanno agito di conseguenza, punendo i delitti con adeguati castighi o pene (parlando di "società tradizionali" non intendiamo la sola Europa Cristiana, ma anche le numerose altre civiltà arcaiche che poterono - pur senza l'aiuto della Rivelazione - constatare che "il male è fra noi", al punto che un de Maistre di fronte a questa uniforme attitudine di tutte le civiltà tradizionali poté affermare che "la sola ragione, senza l'ausilio della Rivelazione è portata a postulare il Peccato Originale"; Platone ci dice che, contemplando se stesso, egli "non sa se vede un essere più cattivo del gigante Tifone o piuttosto un essere giusto, dolce e benefico che partecipa alla natura divina" e aggiunge che l'uomo così lacerato fra due tendenze opposte non può fare il bene "se non riduce in servitù questa potenza dell'anima nella quale risiede il male"; Cicerone scrisse che la natura umana è "fracta et debilitata"; Ovidio rimò in versi: "vedo il bene e lo ammiro, vedo il male e mi seduce"). Le società moderne, invece, seguendo (spesso anche inconsapevolmente) le farneticanti ideologie illuministico-giacobino-marxiste (e qui accenniamo di passata, per chi voglia approfondire, ad una chiara derivazione di tali ideologie dalle eresie gnostiche e dal messianismo talmudico), hanno pensato che il tutto potesse risolversi sul piano meramente materialistico, diffondendo la cosiddetta "cultura" (storicamente con l'istruzione obbligatoria per tutti) o per mezzo di ricette sociali. Questa ipotesi sembrerebbe trovare conferma oggigiorno, allorquando si constati che l'incremento di criminalità sulle nostre strade è dovuto alla immigrazione, dunque alla presenza di soggetti che non hanno beneficiato della nostra istruzione pubblica e dei nostri ammortizzatori sociali. Il problema sarebbe dunque da risolvere, nuovamente, con la ricetta giacobina: scuola, cultura, informazione, diritti di cittadinanza, ammortizzatori sociali, casa, lavoro, luoghi di aggregazione, incontro di civiltà, melting pot, e così via con questa buonistica melassa. Ma siamo sicuri che la cultura e gli altri ingredienti della ricetta giacobina possano trasformare un uomo cattivo (pardon: "una vittima del sistema capitalista") in un uomo buono? La nostra civiltà è riuscita con la cosiddetta "cultura della legalità" a sconfiggere la Mafia? O non è forse vero che il picciotto di oggi, grazie all'istruzione scolastica ed alla tecnologia ha abbandonato la lupara, sostituendola con truffe elettroniche via internet o con bombe al plastico azionate via telefono cellulare? E non è forse vero che quello stesso picciotto a cui un tempo la Religione imponeva delle regole di condotta "onorevoli" (per quanto non certamente "morali") oggi, grazie alla laicizzazione della società non disdegna di uccidere donne e di squagliare bambini nell'acido? ("Se Dio non esiste, tutto è permesso" affermava il parricida Smerdjakòv, tragico personaggio dostoevskijano). Se nella nostra società, non ci fossero questi immigrati, che la pubblica istruzione non ha ancora «benificato», non ci sarebbero criminali? Non ci sarebbero persone che hanno studiato per divenire funzionari corrotti, poliziotti corrotti, medici corrotti, politici corrotti, professori universitari corrotti? Se non ci fossero scippatori, a frugare nelle tasche o a strappare borsette ai pensionati, quegli stessi soldi (mi correggo: molto di più) non sarebbero derubati da banchieri truffaldini, da imprenditori rapaci (ed incapaci), da sindaci ed assessori che tengono famiglia (e soprattutto clientela), da gestori di utenze energetiche e telefoniche, da pubblicitari ingannatori e da ogni sorta di plurilaureati dotati di Master e dottorati nelle migliori università? È dunque evidente che il problema dell'illegalità non può essere risolto sul piano sociologico e culturale (a meno che non si voglia semplicemente trasformare il delinquente da strada in un delinquente con il "colletto bianco"). Il problema va affrontato con un ritorno alla realtà. Innanzitutto non bisogna farsi illusioni circa un ipotetico e utopistico futuro nel quale non ci saranno più problemi di sicurezza e di criminalità e in cui gli uomini saranno tutti buoni. Questo non sarà mai possibile, perchè, come detto, il male fa parte della natura umana e con esso dobbiamo imparare a convivere ed a lottare, cercando di migliorare le cose, ma sempre ricordando che "la perfezione non è di questo mondo" né mai lo sarà. L'ipotesi di una futura età dell'oro (già formulata dal messianismo talmudico, dagli eretici gnostici, dagli illuministi cantori delle "magnifiche sorti e progressive", dai giacobini tagliatori di teste e nemici di Dio e degli uomini, dagli scientisti alla Veronesi ed alla Piero Angela e dai marxisti, che la "dittatura del proletariato" avrebbe condotto verso il "sol dell'avvenire") va dunque recisamente scartata. Ciò premesso il problema della legalità e della sicurezza va affrontato sul piano morale e sul piano penale. Sul piano morale è importante affermare (pur andando contro l'opinione corrente, peraltro errata) che tutte le morali laiche, essendo fondate sul nulla, hanno prodotto, nei casi fortunati, il nulla (diciamo: "nei casi fortunati il nulla", perchè negli altri casi hanno causato i totalitarismo del XX secolo, ai quali accumuniamo ben volentieri quel macellaio nano corso bastardo che gli empi onorarono con il nome di Napoleone I). La morale va dunque rifondata sulla Fede e sulla Religione (chiariamo che non auspichiamo l'utilizzo della Fede come instrumentum Regni, ma che consideriamo la sua importanza in senso assoluto, le conseguenze morali della quale - per accidente - stiamo trattando essendo per l'appunto null'altro che conseguenze e neppure delle più importanti) senza di che il nostro discorso cadrebbe completamente nel vuoto e tanto varrebbe a quel punto smetterla di fare tante storie ed autoproclamarsi "marxisti-leninisti". Sul piano penale, prima ancora di parlare banalmente di "certezza delle pene" e di quanto sia ingiusto che "gli assassini vadano in giro a piede libero", dobbiamo soffermarci su un aspetto della "filosofia del diritto" che anch'esso deriva dalla ideologia illuministico-giacobino-marxista e dalla eresia talmudico-gnostica (delle quali non abbiamo un solo istante cessato di parlare). La pena detentiva, secondo l'ordinamento giuridico italiano (limitiamoci all'Italia) non è finalizzata - come pur sarebbe giusto - a proteggere la società (e quindi tutti noi) dalle efferatezze dei criminali, né ad ottenere, per i parenti delle vittime e per la società tutta, soddisfazione dell'ingiustizia patita, né a fungere da deterrente intimorendo i malintenzionati col suo rigore. Unica finalità della pena detentiva è la rieducazione ed il reinserimento del colpevole (pardon: "vittima della società capitalista") nella società.
A questo punto non vi è chi non si avveda di come tale concezione derivi direttamente dall'ipotesi che ogni uomo sia buono, e ove ciò non appaia evidente (perchè si tratta pur sempre di un criminale) la colpa è da ricercarsi nella società e il problema può essere risolto, come al solito, con la "rieducazione" ovvero sul piano materialistico-culturale. Che tale visione non abbia contribuito alla moralizzazione ma, al contrario, alla più completa diffusione della illegalità su tutti i piani e su tutti i livelli, sembra non poter essere messo in discussione. Ma il nostro Legislatore ed i nostri giuristi continuano a perseverare nel loro errore ideologico, proprio come Lenin che, accorgendosi che la collettivizzazione delle fattorie provocava una diminuzione della produzione agricola, per risolvere il problema, collettivizzava sempre di più, accusando di sabotaggio i "reazionari nemici del Popolo" (che poi erano i contadini, quindi non capiamo proprio quale fosse il "Popolo"). Il diritto penale non funziona, dunque, perchè fondato su quell'errore ideologico di cui dicevamo all'inizio di questo articolo. La società è considerata la colpevole e il criminale l'unica vittima. Per questo la pena detentiva non serve a proteggere la società dal criminale ma, quasi, a proteggere il criminale dalla società, fornendogli vitto, alloggio (e che sia comodo, altrimenti fioccano le interrogazioni parlamentari), rieducazione, formazione professionale (con tanto di stipendio) e reinserimento nel mondo del lavoro, per non parlare poi dei permessi premio, della semilibertà, dell'affidamento in prova, della libertà condizionata e della sospensione della pena, dell'indulto e dell'amnistia. È evidente con una tale concezione non si va da nessuna parte, perchè come ai tempi di Lenin la collettivizzazione delle fattorie faceva diminuire la produzione agricola, perchè gli esseri umani essendo egoisti (cioè cattivi) si danno da fare per nutrire se stessi e non perchè sospinti dalla morale laica del "trionfo del proletariato", così la pena detentiva deve essere considerata come un deterrente ed uno strumento con cui la società si difende dai delinquenti, e non come lo strumento col quale dimostrare - sperimentalmente e sul campo - la natura "angelica" dell'uomo. In conclusione, per approfondire il tema della sicurezza e della legalità, abbiamo dovuto considerare seppur di sfuggita il problema dell'origine del male e abbiamo constatato come esso sia ineliminabile tra noi. Abbiamo indicato come fallaci e pericolose quelle concezioni ideologiche che - pur essendo filiazione diretta dell'illuminismo, del giacobinismo, del marxismo, del leninismo e del comunismo - sono spesso accolte ingenuamente da molte persone che si dicono "di destra" o non proprio "di sinistra". Abbiamo visto come queste concezioni provochino - qualora sventuratamente accolte - una visione del futuro utopistica ed una "filosofia del diritto" ingiusta e dalle aberranti conseguenze pratiche. Abbiamo indicato la soluzione a questi problemi nel superamento dell'attuale visione laicista della società e nel riposizionamento al vertice della gerarchia umana (personale e comunitaria) della Religione, pur sempre permanendo però nella realistica consapevolezza che non sarà in questa vita ed in questo mondo che vedremo "il lupo pascolare con l'agnello".


di Pierfrancesco Palmisano


Circolo "Luce del Sud" Bari
"per aspera ad astra"



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Lo Stato della Menzogna

Leggete questo articolo, che ci è stato
segnalato, di D.Gatti "Lo Stato della Menzogna" tratto dal sito

http://www.fottilitalia.com/.

E' uno Stato che affonda nella PURA MENZOGNA l'Italia terminale. Nella paranoia e MALATTIA MENTALE comunista e unitarista. MENZOGNA SCIENTIFICA IN OGNI CANTO; sull'immigrazione. sulla criminalità, sulla democrazia. L'informazione è interamente artefatta. Evidentissimo, i comunisti vogliono DESTRUTTURARE le città, l'identità locale. Il sistema capitalista ritenuto congenito della società occidentale. Onde creare il "nuovo mondo" privo di ingiustizia sociale, disparità economiche e razze definite, unico sistema, secondo loro, per "combattere il razzismo". E, non scordiamolo, per "salvare l'unità nazionale". Ogni malizia, ogni espediente tautologico è escogitato per giustificare, incrementare l'immigrazione a creare la "società perfetta" sognato fa Marx e dal compagnuccio Engels. Perché "gli immigrati servono", " i paesi civili sono multietnici", "fuggono dalla miseria", "fuggono dalla guerra", "sono profughi" e "ormai sono qua". A questo punto le città del Centro-Nord, lo vedete, sono in preda alla criminalità forestiera, alla prostituzione manifesta, ai lavavetri, all'accattonaggio ubiquitario e niente e nessuno riesce a fermare il degrado. Ogniqualvolta che un'amministrazione di qualsiasi colore politico accenna ad una reazione ecco che la stampa, sindacati e la magistratura SOTTO IL TOTALE CONTROLLO COMUNISTA aprono un fuoco di sbarramento contro ogni tentativo di tenere un minimo di decenza. Citiamo ad esempio il caso della prostituzione come prototipo del sistema utilizzato. All'inizio dissero che bisognava "colpire i clienti", non le puttane, unico stato forse al mondo dove le prostitute non sono mai colpevoli. Poi la magistratua ha sancito che i comuni non potevano nemmeno prendere le targhe delle auto dei clienti poicheè violava la "privacy". Di fatto lasciando impunta e incontrollato il più antico mestiere del mondo SEBBENE VIETATO dalla legge. Simili trame sono inventate ogni giorno per rendere inviolabili i vucunpra, lavavetri, spacciatori, occupanti abusivi case popolari e accattoni di ogni sorta. I telegiornali italiani sono uguali a quelli dell' Unione Sovietica: false statistiche, previsioni del tempo, sport (in URSS tutti, da noi solo il calcio) e soprattutto abbondanti giaculatorie nel descrivere le epiche gesta del Partito (Democratico). Non uno parla più di "par condicio", evidentemente valeva solo con il Cavaliere al governo. In questi giorni i media ci stanno saturando le meningi col PD ed il suo "leader", Veltroni, "la meglio gioventù" della sinistra-burletta. Marginalizzato il resto dello schieramento politico. Raramente della CdL appaiono solo le macchiette come La Russa, "il lombardo", o la Brambilla. Una che, a spanne, sembra più adatta a battere un marciapiede di alto bordo piuttosto che a esprimere una politica di altro profilo. Qualcuno IPOCRITAMENTE nota che un omicida sta in galera 5 anni (meno dei Serenissimi) mentre agli incendiari li vorrebbero all'ergastolo. Il motivo è che gli omicidi sono quasi tutti meridionali e immigrati, i vecchi e nuovi italiani da coccolare, mentre se i piromani fossero "leoncavallini" o Rom subito si scatenerebbe la melassa mediatica sulla "tolleranza", l'"inutilità della pena", l'affidamento ai servizi sociali ed il bla bla bla dei media marocchini (caso Sofri docet). Il problema della criminalità meridionale ed extracomunitaria al Nord l'hanno brillantemente risolto con la "legge sulla privacy" per cui i giornali non devono scrivere né la nazionalità né la provenienza geografica dei criminali quando i carmini avvengono in Padania. Bisogna che il cittadino faccia ragionamenti "indiretti" per arguire la provenienza dei delinquenti. Se menzionano nome e cognome dei criminali, vuol dire che sono del Nord (e del caso se ne occupano per mesi e anni), se fanno trapelare che sono "italianissimi" vuol significa che sono meridionali, se non danno dati ne anagrafici ne di origine o nazionalità significa che sono immigrati. Così i vecchietti rimbambiti ma ossequiosi delle direttive del Partito dentro i circoli Arci possono fieramente dibattere che "Non risulta che gli immigrati delinquono, anzi sono i più bravi perché di loro non se ne parla mai nelle cronache dei giornali". Che dire della questione musulmana? I comunisti non credono in Dio ma in Allah invece sì! Bramano promulgare una legge sulla "libertà di religione" per cui COSTRINGERE gli enti locali ad accettare moschee (ma poi cimiteri, quartieri etnici, vere e propie enclave) anche contro la volontà degli abitanti. Notate la menzogna nella menzogna: l'uso della parola "libertà". Al solito la libertà è solamente per chi DECIDONO LORO. Il cittadino onesto non ha alcuna emancipazione ma sempre acrresciuti obblighi e vessazioni perche "tutti devono pagare le tasse", "tutti" quelli che LORO decretano meritevoli del supplizio fiscale. Chiarissimo il progetto di alleanza prefetti - centri sociali - imam per controllare lo stato allo scopo di sottomettere le zone riottose al tricolore della penisola usando, se necessario, la violenza immigrata in cambio di ogni regalia e beneficio. PER QUESTO MOTIVO lo stato italiano favorisce in ogni modo spaccio, prostituzione, lavavetri, microcriminalità; perché sono le attività preferite dai NUOVI ITALIANI!Le STATISTICHE sono usate per falsificare tutto, identicamente agli altri regimi comunisti. Avrete capito che per qualsivoglia statistica ai primi tre posti della classifica vi sono sempre una città (o provincia o regione) del Nord, Centro e Sud variamente assortite. Solo quando bisogna giustificare i soldi dati alla mafia ecco apparire i piagnistei corroborati dalle statistiche farlocche sulla "arretratezza del meridione" bisognoso delle amorevoli cure pecuniarie di Roma capitale. La DEMONIZZAZIONE e la FALSIFICAZIONE sistematica della realtà sono la sigla indelebile della MENZOGNA COMUNISTA.Il caso della mafia, appunto. Per i comunisti la mafia esiste solo in Sicilia e Lombardia, regioni governate dal centrodestra. Sui media nulla trapela del controllo TOTALE e VIOLENTO degli appalti pubblici e privati a Reggio Emilia e Modena da parte delle feroci famiglie cutresi. Roma veltroniana stessa è da anni sotto scacco da parte della camorra campana (clan dei Casalesi su tutti) il cui "espansionismo" ha raggiunto l'Urbe dal sud del Lazio. I marxisti non amano la DEMOCRAZIA, ma non possono farlo scoprire troppo platealmente. Inscenano la FINTA contrapposizione coi sindacati aguzzini, per meglio abbindolare gli operai e fregargli i soldi. Ricorderete la SCHIFOSA sceneggiata delle trasmissioni Rai-Mediaset-La7 in onda DA ROMA a reti unificate a spiegare l'infinita bontà dei fondi pensione, riforma valida solo per i dipendenti privati, dopo avere fatto malvagiamente credere che l'avrebbero estesa anche agli "statali". Se volte questa, l'abbiamo già scritto, è la prova INCONTROVERTIBILE che la riforma del TFR è una TRUFFA. Altrimenti, siatene certi, l'avrebbero applicata "in primis" all'impiego pubblico, "feudo" comunista. In italia si svolgono solo i referendum che i progressisti ammettono, gli altri sono fatti dichiarare "incostituzionali" (nota 1). Non si possono fare referendum sulle tasse, sugli immigrati, sulle moschee, sui gay. Come mai, la "democratica" sinistra fiorentina, non propone referendum consultivo a livello comunale sulla questione lavavetri? Il governo Prodi, l'altro, aveva eliminato il turno elettorale autunnale; l'attuale si appresta ad eliinare comunità montane, piccoli comuni e perfino le province col pretesto della "razionalizzazione". Cercherà di trasformare ogni tipo di elezione come le "primarie" del PD , consultazione ridicolmente "bulgara" sicché si sa già risultato e vincitore a mesi dalle "primarie". Poiché la magistratura, braccio armato dei "trinariciuti" dell'URSS e dell'italia terminale, dichiarerà ineleggibili per "razzismo" o "mafia" qualunque avversario politico del Partito "democratico". Nessun appellativo fu più indegno per un movimento politico. Ma, anche questa l'avete capito, è una caratteristica dei "democratici"; fare credere al popolino teledipendente l'esatto OPPOSTO delle loro intenzioni. E incredibile pensare come a destra vi sia ancora qualche imbecille che ritiene che la "democrazia non funziona, era meglio quando c'era Lui". Possibilmente, per certi versi, il Fascismo era più democratico di questa fasulla democrazia "bulgara" di cui siamo sempre più schiavi. La sedicente "seconda repubblica" nacque da un'operazione, chiamata "tangentopoli", epurazione in perfetto stile stalinista, usando la magistratura per spazzare via gli avversari politici dei "democratici". Ma non andò a buon fine, momentaneamente, poiché Bossi e Berlusconi li gabbarono con l'alleanza del '94.Adesso il PIANO COMUNISTA sta riuscendo, ma non durerà, come non durò l'URSS. La MALATTIA MENTALE sta dilagando (nota 2), non risparmierà alcunchè. Nemmeno una delle capitali culturali dell'Occidente come Firenze. Forse proprio per questo. Si attaccheranno a tutto, daranno il voto a immigrati dopo un mese di residenza, concederanno il voto perfino ai dodicenni, regaleranno diplomi e case popolari a chiunque; i fankazzisti ministeriali ci faranno diventare una repubblica islamica pur di sopravvivere nell'ozio e nei privilegi. Uno stato in cui invece di parlare di infrastrutture CHE SERVONO, università di punta, ricerca scientifica, si parla solo di "solidarietà" verso spiantati analfabeti provenienti dal terzo mando fatti arrivare APPOSTA per dibattere unicamente di quello. Nell'economia globalizzata che fine può fare uno stato del genere, secondo voi? Il traboccare della criminalità e dello sfascio sta intaccando l'economia tutta. I giovani precarizzati e col cervello spappolato dalle droghe, i pensionati impoveriti e terrorizzati dalla microcriminalità. I cittadini onesti oberati da sempre più esosi e bizantini adempimenti fiscali.Come per TUTTI i regimi comunisti il crollo sarà tragicamente finanziario poiché l'ECONOMIA ha SEMPRE il sopravvento sulla IDEOLOGIA MENZOGNERA. Dalle macerie tricolori sorgerà un altro Kossovo, un'altra Bosnia nel cuore dell'Europa. Perché gli stranieri, al collasso, edificheranno enclavi, piccole patrie, a simulacro della LORO patria.

Speriamo che possa essere di spunto per interessanti discussioni!!


Circolo "Luce del Sud" Bari
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Nascerà a breve il Partito della Libertà

In riferimento all'articolo di ieri pubblicato
sul nostro quotidiano "La Gazzetta Del Mezzogiorno" e da tutto ciò di cui si è sentito parlare in tv e apprendiamo dai giornali sta
per nascere il nuovo partito del centrodestra, il Partito della Libertà, che convoglierà, concentrerà e darà una nuova forza ai partiti attuali della coalizione della Casa delle Libertà. Noi naturalmente non possiamo che accogliere con felicità e immensa gioia questa novità nazionale che sicuramente in un prossimo non lontano futuro ci riguarderà direttamente. Il battesimo del nuovo partito sarà a settembre, quando la nostra presidente Michela Vittoria Brambilla presenterà per le elezioni politiche locali, a Courmayeur, il partito e il suo nuovo simbolo. Non potevamo che non aspettarci un' ascesa del nostro movimento, il Circolo della Libertà, già al suo sorgere con questa spiccata caratteristica insita nella sua politica; questo a tutto vantaggio dei cittadini e di tutti coloro che vogliono far sentire la loro voce finalmente, stanchi della solita minestra quotidiana di questa Italia e di questa sinistra esclusivamente presenzialista. Il centrodestra dovrebbe essere così più forte, coeso e meno a rischio di perdere sostegno strada facendo. Il nostro augurio è quello che tutto ciò che è nei progetti della nostra Presidente possa avvenire al più presto e con successo.

Auguri Presidente Brambilla!! Evviva!


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